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Il nostro percorso franco-italiano e le barriere giuridiche reali

 Quando parliamo di maternità surrogata oggi, non si tratta più di riflessioni teoriche. Si tratta di un'esperienza vissuta tra due paesi, la Francia e l'Italia, e tra diversi sistemi giuridici che non sono sempre pronti a riconoscere la realtà delle famiglie moderne. Non siamo una coppia eterosessuale, siamo una coppia franco-italiana e il nostro percorso è iniziato in Francia, dove viviamo attualmente. È qui che abbiamo capito per la prima volta che il desiderio di creare una famiglia non implica il riconoscimento automatico di questo diritto da parte dello Stato.

Il tema della maternità surrogata è doloroso e complesso sia per le coppie francesi che per quelle italiane. In Francia la maternità surrogata è completamente vietata e qualsiasi contratto è considerato nullo. Anche se il bambino nasce legalmente all'estero, il ritorno a casa è accompagnato da gravi difficoltà. Per anni le autorità francesi si sono rifiutate di riconoscere i certificati di nascita stranieri, soprattutto se indicavano due padri o due madri. Anche se negli ultimi anni la pratica è leggermente cambiata, il processo rimane lungo: trascrizione dei documenti di stato civile, procedure giudiziarie, riconoscimento separato della paternità o dell'adozione... tutto questo può richiedere mesi, a volte anche anni.

Per i cittadini italiani la situazione non è meno complicata. In Italia la maternità surrogata non è solo vietata, ma è considerata un reato penale. Questo crea un clima di paura costante: paura delle conseguenze legali, paura dei problemi con la registrazione del bambino, paura del rifiuto del riconoscimento della paternità. Anche se il bambino è nato in un paese in cui la maternità surrogata è consentita e chiaramente regolamentata, i comuni italiani spesso si rifiutano di riconoscere automaticamente i documenti stranieri. Per le coppie dello stesso sesso questo è particolarmente doloroso: di solito viene riconosciuto solo il padre o la madre biologici, mentre il secondo partner è costretto a sottoporsi a una procedura giudiziaria separata e complessa.

Proprio per questo l'aspetto legale è diventato fondamentale per noi. Non potevamo permetterci di agire alla cieca. Ci siamo consultati con avvocati in Francia e in Italia per capire come i nostri paesi interpretano la maternità surrogata all'estero. Parallelamente, abbiamo contattato avvocati in Albania e Ucraina e consultato agenzie di maternità surrogata in Ucraina e Albania che hanno esperienza pratica nell'assistenza a coppie francesi e italiane. È stato così che abbiamo visto per la prima volta la differenza tra la “teoria della legge” e la pratica giudiziaria reale.

Uno degli aspetti più complessi è la questione dello status giuridico del bambino. La cittadinanza, il certificato di nascita, il riconoscimento della paternità, la possibilità di viaggiare, di ricevere assistenza sanitaria e servizi sociali: tutto questo non è automatico. Per le coppie francesi e italiane, la maternità surrogata significa vivere in una situazione di incertezza giuridica per un certo periodo di tempo, anche dopo la nascita del bambino.

Allo stesso tempo, è importante sottolineare che la maternità surrogata non esiste “per comodità”, ma per le persone che non possono avere figli autonomamente. Le ragioni possono essere diverse:

gravi patologie congenite del sistema riproduttivo;

malattie gravi in cui la gravidanza mette a rischio la vita;

diagnosi oncologiche e trattamenti aggressivi;

ripetute perdite di gravidanza o severe controindicazioni mediche.

In tali situazioni, la maternità surrogata non è un'elusione della legge, ma l'unica possibilità. E quando lo Stato chiude gli occhi su questo, a soffrirne di più non sono gli adulti, ma i bambini che nascono in un vuoto giuridico.

Per noi è fondamentale sottolineare che il valore della famiglia non dipende dalla sua forma. Le coppie eterosessuali, le coppie di donne e le coppie di uomini sono ugualmente in grado di creare famiglie stabili e amorevoli. La famiglia non è una formulazione giuridica, ma una responsabilità quotidiana, cura e amore. E il diritto ad essa deve essere universale.

Il nostro percorso è ancora lungo. È complesso, legalmente estenuante e spesso ingiusto. Ma è reale. E vogliamo parlarne apertamente, affinché altre coppie francesi e italiane sappiano che le difficoltà esistono, ma non significano la fine di un sogno. La maternità surrogata è un percorso lungo e ogni passo richiede coraggio. Ma è proprio così, passo dopo passo, che nascono le famiglie.

Commenti

  1. Per quanto riguarda l’Italia, avete valutato il rischio di applicazione dell’art. 12 della legge 40/2004? I vostri consulenti vi hanno indicato strategie per ridurre l’esposizione penale al rientro?

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    1. Ciao Carla! Sì, questo articolo è stato al centro delle nostre preoccupazioni. I nostri avvocati ci hanno spiegato chiaramente i rischi teorici e la differenza tra il testo della legge e la sua applicazione pratica. La strategia è stata quella di agire in modo trasparente, documentato e conforme alla normativa del paese di nascita del bambino, evitando qualsiasi elemento che potesse essere interpretato come elusivo.

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  2. Il vostro caso mostra chiaramente la distanza tra diritto interno e giurisprudenza europea (CEDU). Avete utilizzato o intendete utilizzare riferimenti alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo nei vostri ricorsi nazionali?

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    1. Ciao Marta! La giurisprudenza della CEDU è stata un elemento chiave della nostra strategia. Anche se non risolve tutto automaticamente, fornisce una base solida per argomentare il superiore interesse del minore e il diritto al rispetto della vita familiare, soprattutto nei procedimenti nazionali più complessi.

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  3. Questo è un punto cruciale. La cittadinanza non è automatica e può richiedere tempo. Proprio per questo abbiamo pianificato documenti temporanei di viaggio e soluzioni per l’assistenza sanitaria fin dalla nascita, con il supporto dei consolati e dei nostri legali. Senza una pianificazione preventiva, il rischio di blocchi amministrativi è molto alto

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  4. Anonimo2/16/2026

    Ciao! Grazie per l’articolo. Dal punto di vista giuridico, mi interessa capire: avete scelto fin dall’inizio una strategia legale unica per Francia e Italia oppure due percorsi distinti e paralleli? Come avete evitato eventuali conflitti tra i due ordinamenti?

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    1. Abbiamo lavorato su due percorsi paralleli ma coordinati. Ogni paese ha le proprie regole e non è possibile applicare una soluzione unica. Il punto chiave è stato il dialogo costante tra gli avvocati francesi e italiani, per anticipare i problemi e adattare ogni documento alle esigenze di entrambi i sistemi giuridici

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  5. Anonimo2/18/2026

    In relazione alla trascrizione dell’atto di nascita straniero in Francia. Avete incontrato difficoltà specifiche legate alla presenza di due genitori dello stesso sesso? Avete dovuto avviare un contenzioso o la procedura è stata amministrativa?

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    1. La presenza di due genitori dello stesso sesso ha comportato un esame più approfondito del dossier. La procedura non è stata immediata e ha richiesto passaggi supplementari, con il coinvolgimento di avvocati. Non possiamo definirla puramente amministrativa, ma neppure un contenzioso aperto fin dall’inizio: è una zona grigia molto frequente.

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  6. Chiara2/23/2026

    Avete preso in considerazione la possibilità dell’adozione del figlio del partner (stepchild adoption) come soluzione giuridica finale? In che tempi realistici vi è stata prospettata?

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    1. Sì, questa è una delle opzioni più realistiche nel nostro contesto. Tuttavia, i tempi sono tutt’altro che brevi: si parla di mesi, a volte anni. È una procedura che richiede stabilità giuridica iniziale del minore e una forte preparazione psicologica della coppia.

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  7. Anonimo3/03/2026

    Stiamo valutando la maternità surrogata e al momento siamo orientati verso l'Armenia. Abbiamo già una donatrice di ovuli e intendiamo creare embrioni con lei, ma le agenzie con cui abbiamo parlato continuano a proporre pacchetti completi che includono i costi della donatrice, anche se la pagheremmo noi.
    È normale? Qualcuno ha mai lavorato con un'agenzia che ha modificato i prezzi quando si utilizza la propria donatrice?

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    1. Sì, abbiamo sperimentato la stessa cosa. Spesso accade che le persone che si affidano a un donatore scelgano quello che hanno scelto inizialmente, che risulta essere molto più costoso del previsto o non più disponibile. Di conseguenza, finiscono per scegliere qualcuno che è significativamente più costoso o che non corrisponde esattamente alle loro preferenze.
      Sei fortunato ad avere un donatore che conosci. La ricerca dimostra che avere un donatore che conosci è di grande valore per un bambino concepito tramite donazione per tutta la vita.

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La nostra storia è stata caratterizzata da molte sofferenze, dubbi e momenti di incomprensione. Siamo una coppia che ha superato tutte le difficoltà per diventare genitori. E, anche se ora abbiamo un figlio che amiamo più di ogni altra cosa al mondo, il percorso per arrivarci è stato lungo e difficile. Vogliamo condividere con voi la nostra esperienza per dimostrare che, anche quando tutto sembra senza speranza, c'è sempre una possibilità di felicità. Uno dei nostri sogni più grandi era quello di diventare genitori. Abbiamo sempre immaginato quanto sarebbe stato bello avere un figlio da crescere insieme, a cui dare tutto il nostro amore, il nostro sostegno e le nostre cure. Tuttavia, per quanto strano possa sembrare, il nostro sogno si è scontrato con una realtà che si è rivelata molto più complessa di quanto potessimo immaginare. Tutto è iniziato quando mia moglie ha cercato di rimanere incinta da sola, ma senza successo. Allora ci siamo rivolti ai medici. All'inizio abbiamo p...