Dopo aver deciso di intraprendere la strada della
maternità surrogata, abbiamo capito che la parte più difficile non era solo
quella emotiva. Per una coppia italiana, anche la parte legale e organizzativa
è una vera montagna da scalare. In Italia, come sappiamo, la maternità
surrogata è vietata, e ciò significa che ogni passo deve essere pensato con
grande attenzione. Non si tratta solo di scegliere una clinica o un’agenzia, ma
anche di comprendere a fondo le implicazioni legali nel nostro Paese e in
quello in cui il processo avverràLe difficoltà iniziano già con la scelta della
destinazione. Ogni Stato ha le proprie regole, e non tutte sono favorevoli o
chiare per le coppie straniere. Ci siamo trovati più volte a chiederci: “Dove
sarà più sicuro? Dove saremo tutelati non solo noi, ma anche la donna che
porterà in grembo nostro figlio?”
Le opzioni più realistiche per gli italiani oggi
sono Albania, Grecia e Ucraina. Tre Paesi diversi, con sistemi legali e
culturali differenti, ma tutti con una caratteristica comune: la possibilità di
diventare genitori attraverso un percorso riconosciuto e regolamentato.
In Albania, la maternità surrogata è legale, e i
contratti sono riconosciuti dalle autorità. Tuttavia, molti la definiscono
ancora una “zona grigia”: esistono regole, ma non sempre sono dettagliate. È
necessario affidarsi a professionisti che conoscano bene la legislazione locale
per evitare equivoci. L’aspetto positivo è la vicinanza geografica: per chi
vive nel sud Italia, raggiungere Tirana è semplice e veloce, e anche i costi
risultano più accessibili rispetto ad altri Paesi.
La Grecia, invece, offre un quadro legale chiaro.
La maternità surrogata è regolata da una legge specifica e richiede
l’approvazione preventiva di un tribunale locale. Questo, da un lato,
garantisce sicurezza legale; dall’altro, rende il processo più burocratico e
lungo. Tuttavia, la Grecia è oggi una delle mete più “europee” e organizzate, e
molte coppie italiane raccontano esperienze positive, soprattutto grazie alla
trasparenza delle cliniche e alla possibilità di mantenere un contatto diretto
con i professionisti.
Infine, c’è l’Ucraina, che per molti anni è stata
la destinazione principale per le coppie italiane. Qui la legge è chiara: i
genitori biologici vengono riconosciuti fin dalla nascita, e il nome della
coppia compare direttamente sul certificato di nascita del bambino. È una garanzia
che in molti Paesi manca. Tuttavia, la situazione attuale rende gli spostamenti
più complessi e spesso richiede grande coordinazione con l’agenzia. Nonostante
ciò, moltissime famiglie italiane continuano a scegliere l’Ucraina per la
professionalità, l’esperienza e il supporto umano che si riceve durante tutto
il processo.
Ma al di là delle leggi e dei confini, la vera difficoltà per una coppia italiana è sentirsi compresa. Ogni volta che parli di maternità surrogata, sai che non tutti reagiranno allo stesso modo. C’è chi ti capisce, chi ti giudica, chi semplicemente non sa cosa dire. Eppure, quando si incontra un’altra coppia che ha vissuto lo stesso percorso, si crea subito un legame speciale, fatto di silenzi condivisi, sorrisi sinceri e uno sguardo che dice: “Anche noi ce l’abbiamo fatta.” Ci sono ancora tanti aspetti che vorremmo raccontare — le attese, le paure, le prime comunicazioni con la futura madre surrogata, i documenti che sembravano infiniti. Ma più di tutto, vorremmo trasmettere un messaggio di realtà e speranza. La maternità surrogata per gli italiani non è un sogno irraggiungibile. È un percorso complesso, a volte stancante, ma possibile. Ogni Paese ha la sua storia, le sue sfide e i suoi vantaggi. E ogni coppia trova, passo dopo passo, la propria strada. Alcuni scelgono l’Albania per la semplicità, altri la Grecia per la sicurezza, altri ancora l’Ucraina per la certezza legale. Tutti, però, cercano la stessa cosa: la possibilità di diventare genitori e di guardare negli occhi un bambino che rappresenta la fine di un lungo cammino e l’inizio di una nuova vita.
Conosco una coppia che ha scelto la Grecia per la surrogazione. Il processo è stato lungo, soprattutto per i documenti. Vi siete informati anche sui tempi medi in Albania o Ucraina?
RispondiEliminaChiao! Sì, abbiamo chiesto direttamente alle agenzie. In Albania la fase post-nascita dura circa tre settimane, mentre in Ucraina, prima del 2022, bastavano due. Ora può richiedere di più, dipende dai documenti consolari.
EliminaIn Grecia il processo è più lungo perché prima di autorizzare i servizi riproduttivi c'è un iter giudiziario di sei mesi.
EliminaDopo aver deciso di intraprendere la strada della maternità surrogata, abbiamo capito che la parte più difficile non era solo quella emo...
RispondiEliminaNoi abbiamo fatto il percorso ad Atene: serve pazienza, ma la documentazione è impeccabile.
RispondiEliminaNoi stiamo valutando tra Grecia e Ucraina. In Grecia la parte legale sembra molto strutturata, ma richiede tempo e traduzioni certificate. In Ucraina, invece, la procedura è più diretta, ma la distanza e le condizioni attuali ci preoccupano. Avete parlato con qualcuno che recentemente ha terminato il percorso in Ucraina? Sarebbe utile capire quanto tempo serve davvero per ottenere il certificato di nascita e partire.
RispondiEliminaStiamo seguendo con interesse le esperienze di coppie italiane che si sono rivolte all’estero per la surrogazione. Abbiamo parlato con conoscenti che hanno scelto la Grecia e raccontano di un processo ben organizzato ma piuttosto lento, con molte udienze e documenti da tradurre. Un’altra coppia, invece, ha optato per l’Albania e dice che è stato tutto più semplice ma meno regolato. L’Ucraina sembrava la via più diretta, ma oggi è complicata da raggiungere. Voi su cosa avete basato la vostra decisione finale? Avete considerato anche il ritorno in Italia e il riconoscimento legale del bambino? Credo che questa sia la parte più delicata per molte coppie.
RispondiEliminaOttimo punto: molti dimenticano di chiedere al consolato prima di partire. Questo può evitare settimane di ritardi.
EliminaAbbiamo iniziato a informarci sulla maternità surrogata da quasi un anno. La Grecia sembrava la scelta più sicura per la tutela legale, ma i costi e la burocrazia ci hanno fatto guardare verso l’Albania. Lì però le norme sembrano meno chiare, e non è facile trovare informazioni dirette da chi ha già concluso il percorso. Voi come avete valutato l’affidabilità delle agenzie? Vi siete basati su recensioni o su contatti personali? La parte del controllo legale e della traduzione dei contratti resta per noi la più difficile da capire.
RispondiEliminaSalve! Abbiamo combinato entrambe le cose: recensioni online e colloqui diretti con famiglie che avevano già concluso il percorso. Ci ha aiutato anche la consulenza di un avvocato specializzato nel diritto di famiglia internazionale, che ha verificato i contratti. Le traduzioni ufficiali sono sempre state richieste prima della firma definitiva.
EliminaAnche noi ci siamo affidati a un legale italiano per rivedere il contratto albanese. È stato fondamentale.
EliminaNoi siamo partiti da Kyiv nel 2023, tempi simili. Le traduzioni notarili sono la parte più lenta.
RispondiEliminaStiamo valutando la surrogazione in Albania, ma abbiamo un dubbio enorme: chi tutela realmente la gestante dal punto di vista sanitario? Abbiamo letto che alcune cliniche includono solo il minimo indispensabile e che il resto dipende dal contratto. Questo mi fa un po’ paura… non vorremmo mai che la donna che porta nostro figlio resti senza cure adeguate. In Grecia mi sembra più chiaro, ma i costi lievitano. Avete trovato differenze concrete tra i due Paesi per quanto riguarda le garanzie mediche?
RispondiEliminaSì, c’è differenza. In Grecia l’assistenza è regolata e supervisionata dal tribunale, quindi le cliniche devono seguire protocolli definiti. In Albania dipende molto dall’agenzia: alcune prevedono polizze mediche integrative, altre no. Ti consigliamo di chiedere sempre un dettaglio delle coperture e delle visite incluse, e di farlo verificare da un avvocato locale.
EliminaUna cosa che nessuno dice chiaramente è il rischio dei costi nascosti. In Grecia, ad esempio, abbiamo scoperto che il tribunale può richiedere documenti supplementari che devono essere tradotti con apostille. Sembra poco, ma tra legalizzazioni e traduzioni giurate sono quasi 1.000 euro in più. In Albania molti parlano di costi più bassi, ma poi leggo che ci sono pagamenti extra per le notarizzazioni, per i trasferimenti e persino per l’alloggio della gestante. Qualcuno ha un’idea del budget reale, senza sorprese?
EliminaHai ragione, Valerio. Il prezzo “di listino” raramente è quello finale. Noi abbiamo fatto una tabella comparativa tra Grecia e Albania includendo: traduzioni, avvocato italiano, avvocato locale, assicurazioni, trasferimenti, notarizzazioni dei contratti e costi post-nascita. Solo così abbiamo avuto un’idea realistica.
EliminaConfermo: noi in Albania abbiamo aggiunto un’assicurazione privata per la gestante (costo aggiuntivo ma fondamentale).
EliminaIn Grecia almeno i costi aggiuntivi sono previsti dalla legge e non “inventati” all’ultimo momento. In Albania può variare molto da un’agenzia all’altra.
EliminaUna domanda per chi ha scelto l’Ucraina: come avete gestito il problema della cittadinanza? Ho letto che alcuni Paesi rilasciano un certificato di nascita diverso per i bambini nati da surrogazione per stranieri. È stato complicato far valere la cittadinanza italiana? E quanto tempo avete dovuto rimanere lì dopo la nascita?
RispondiEliminaCiao, Carla! Aggiungiamo una cosa: informatevi sempre prima presso il consolato, perché alcune sedi chiedono traduzioni specifiche o notarizzate. Evita ritardi enormi.
EliminaCiao! Noi abbiamo concluso nel 2023. Il certificato di nascita ucraino riportava direttamente i nomi dei genitori biologici, quindi per l’Italia non c’è stato dubbio sulla filiazione. Il problema non è la cittadinanza, ma la tempistica: il rilascio dei documenti consolari dipende dalla situazione del Paese. Noi siamo rimasti tre settimane, ma oggi potrebbe volerci di più.
RispondiEliminaUn tema che ci preoccupa molto è il rientro in Italia. Abbiamo un’amica che ha avuto problemi perché il comune ha chiesto documenti che il consolato non le aveva mai menzionato. Secondo voi è necessario un avvocato anche in Italia per seguire la parte post-rientro? Non vogliamo fare errori, soprattutto perché temiamo che la legge italiana cambi da un momento all’altro…
RispondiEliminaCiao! Non è obbligatorio un avvocato in Italia, ma molte coppie preferiscono averne uno, almeno per rivedere i documenti prima della richiesta di riconoscimento. Ogni comune interpreta in modo diverso alcune procedure, quindi avere assistenza riduce il rischio di intoppi.
EliminaUn tema che ci preoccupa molto è il rientro in Italia. Abbiamo un’amica che ha avuto problemi perché il comune ha chiesto documenti che il consolato non le aveva mai menzionato. Secondo voi è necessario un avvocato anche in Italia per seguire la parte post-rientro? Non vogliamo fare errori, soprattutto perché temiamo che la legge italiana cambi da un momento all’altro…
RispondiEliminaEsatto. Noi siamo tornati dalla Grecia e per sicurezza avevamo un legale che ci ha aiutato a preparare tutta la documentazione. È costato un po’, ma ci ha evitato mesi di stress.
EliminaIn Ucraina, prima del 2022, il contatto era quasi sempre mediato, ma molte gestanti mandavano comunque messaggi e aggiornamenti. L’importante è rispettare sempre quello che loro desiderano
RispondiEliminaAvrei una domanda forse scomoda: come avete gestito il rapporto emotivo con la gestante? In Albania ci hanno detto che il contatto diretto è limitato, mentre in Grecia alcune famiglie raccontano di aver mantenuto un legame molto stretto. Non vogliamo creare situazioni ambigue, ma allo stesso tempo ci piacerebbe un percorso umano, non solo contrattuale. Cosa è considerato “normale” nei vari Paesi?
RispondiEliminaDomanda importantissima. In Grecia la gestante può scegliere se avere o meno contatti diretti. In Albania dipende dall’agenzia: spesso fanno da intermediari per evitare pressioni o incomprensioni culturali. Noi abbiamo mantenuto un contatto moderato, stabilito dall’agenzia e concordato con la gestante. È stato un equilibrio molto sereno.
EliminaAbbiamo deciso di non andare en Ucrania per via dei rischi per la sicurezza. Tutti dicono che i programmi sono ir corso, ma nessun blog menciona che le nascite possono avvenire durante gli allami antiaerei. Credo che queste siamo informazioni importante che dovrebbero espère dichiarate apertamente.
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